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Banca europea per gli investimenti

BEI, 40 milioni a una startup finlandese per il nucleare modulare

La Banca europea per gli investimenti (Bei) investe fino a 40 milioni di euro in Steady Energy, startup finlandese che sviluppa piccoli reattori nucleari modulari (SMR) destinati esclusivamente alla produzione di calore. Si tratta del primo investimento della Bei nella tecnologia SMR e servirà a finanziare ricerca, sviluppo, test e attività di autorizzazione in Finlandia, con l’obiettivo di arrivare alla prima applicazione commerciale.

Il progetto punta a utilizzare il nucleare non per produrre elettricità, ma direttamente calore a basse emissioni di carbonio per le reti di teleriscaldamento. Il reattore sviluppato da Steady Energy, denominato LDR-50, ha una potenza termica di 50 megawatt ed è progettato per utilizzare tecnologie già consolidate dei reattori ad acqua leggera, combinandole con un sistema più semplice e con caratteristiche di sicurezza passiva.

Il reattore è concepito per funzionare a pressione più bassa rispetto ai grandi impianti nucleari e integra sistemi passivi, mentre l’azienda prevede la possibilità di realizzarlo sottoterra. La configurazione semplificata dovrebbe inoltre contribuire, secondo Steady Energy, a contenere i costi di costruzione e di esercizio. Si tratta però di una tecnologia ancora in fase di sviluppo e non di un impianto commerciale già operativo.

“Oltre il 40% del fabbisogno energetico finale è costituito da calore. La maggior parte del calore che consumiamo proviene da combustibili fossili. Con la soluzione di Steady Energy, possiamo ridurre ulteriormente la nostra dipendenza dai combustibili importati”, ha dichiarato Tommi Nyman, Amministratore Delegato di Steady Energy.

Il finanziamento della Bei, sostenuto dal programma InvestEU, accompagnerà Steady Energy nelle attività previste tra il 2026 e il 2028. La startup, nata nel 2023 come spin-off del Technical Research Centre of Finland (VTT), sta costruendo a Helsinki un impianto pilota non nucleare destinato a testare alcuni sistemi di sicurezza e a sostenere il percorso di autorizzazione davanti all’autorità nazionale.

L’operazione si inserisce nella strategia europea per accelerare lo sviluppo dei piccoli reattori modulari. La Commissione europea punta infatti a portare i primi SMR e reattori modulari avanzati in Europa entro l’inizio degli anni Trenta. L’investimento della Bei rappresenta così anche un segnale sul ruolo che Bruxelles attribuisce al nucleare di nuova generazione nel mix energetico europeo, accanto alle fonti rinnovabili.

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