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Economia circolare

Riciclo degli pneumatici, benefici ambientali ed economici in crescita

La filiera italiana degli pneumatici fuori uso accelera verso modelli sempre più circolari. Nel 2025 il recupero di materia ha infatti superato il recupero energetico (51% vs. 49%), segnando un passaggio significativo per un settore che punta a ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini e a valorizzare maggiormente i materiali riciclati.

A evidenziarlo è il nuovo Report di Sostenibilità di Ecopneus, società consortile senza scopo di lucro in Italia per la gestione, la raccolta e il riciclo degli Pneumatici Fuori Uso (PFU), secondo cui nel corso dell’anno sono state raccolte oltre 199 mila tonnellate di PFU, un volume superiore agli obiettivi fissati dalla normativa. La rete di raccolta ha dunque garantito migliaia di interventi in tutta Italia (52.000 richieste di prelievo presso oltre 20.300 punti di generazione distribuiti in tutte le province italiane), contribuendo a mantenere elevati livelli di recupero e tracciabilità dei materiali.

Il dato più rilevante riguarda proprio la destinazione finale degli pneumatici a fine vita. Oltre la metà dei quantitativi gestiti è stata trasformata in nuove materie prime seconde destinate a diversi comparti produttivi, mentre la quota avviata a recupero energetico si è attestata leggermente al di sotto.

La maggior parte della gomma granulare ottenuta dal trattamento dei PFU continua infatti a trovare sbocco in Italia (pari a circa l’81% in crescita rispetto al 77% del 2024), soprattutto nelle superfici sportive (71%), nelle applicazioni per l’edilizia e nei processi industriali (24,6%). Cresce anche l’interesse per gli asfalti modificati, considerati una delle applicazioni più promettenti per migliorare la durabilità delle infrastrutture e ridurre l’impatto ambientale delle opere stradali (835 tonnellate).

Sul piano ambientale, la filiera ha contribuito a evitare l’emissione di 131.338 tonnellate di CO₂ equivalente, una quantità pari a quella assorbita in un anno da circa 17,5 milioni di alberi, e a ridurre il consumo di risorse fossili non rinnovabili per 1.204.249 MWh grazie alla sostituzione di materiali vergini con prodotti derivati dal riciclo. Benefici che si traducono anche in un vantaggio economico per il Paese: secondo le stime riportate nel documento, l’utilizzo di materiali recuperati dagli pneumatici ha generato risparmi vicini ai 70 milioni di euro, limitando il ricorso alle importazioni di materie prime.

“Il Report di Sostenibilità 2025 racconta l’evoluzione di un sistema che è un vero e proprio abilitatore di una filiera industriale circolare,” dichiara Giuseppina Carnimeo, Direttore Generale di Ecopneus. “L’aver raccolto oltre 199.000 tonnellate di PFU, superando ampiamente il target di legge grazie a una rete logistica capillare e a un lavoro quotidiano, è la base che ci permette di generare un impatto positivo straordinario. Il sorpasso del riciclo di materia sul recupero energetico dimostra che la qualità del lavoro svolto produce benefici ambientali concreti e misurabili. I circa 70 milioni di euro di risparmi sull’importazione di materie prime evidenziano come il riciclo dei PFU sia una risorsa strategica per la resilienza economica del Paese”.

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