Gli orti urbani europei possono abbassare le temperature fino a 2,84°C e il loro effetto rinfrescante arriva in media a oltre 100 metri di distanza.
Gli orti urbani possono contribuire a ridurre il caldo nelle città europee, raffreddando in media un’area pari a 2,8 volte la loro superficie e portando benefici potenziali a circa 4,1 milioni di persone. È quanto emerge da un’ampia analisi sulla capacità degli orti urbani di contrastare le isole di calore, pubblicata dalla Commissione europea.
Il fenomeno delle isole di calore urbane si verifica quando le città raggiungono temperature superiori rispetto alle aree rurali circostanti, anche a causa della concentrazione di edifici, infrastrutture e superfici impermeabili. L’effetto è particolarmente rilevante in un contesto caratterizzato da ondate di calore più frequenti e intense e da una popolazione urbana sempre più esposta. Per questo la pianificazione del verde è considerata uno degli strumenti fondamentali per aumentare la capacità di adattamento delle città.
La ricerca ha analizzato 682 aree urbane funzionali europee, mettendo in relazione la localizzazione degli orti con i dati sulle temperature superficiali rilevate tra il 2019 e il 2024. I risultati mostrano che, in media, l’effetto rinfrescante si estende fino a 106,8 metri dagli orti e che all’interno dell’area interessata la temperatura può risultare inferiore di circa 2,84°C. Inoltre ogni chilometro quadrato di orti è associato, in media, a un’area abitata da circa 8.221 persone.
Non conta però soltanto la quantità di verde, ma anche dove viene collocato. Solo il 5% degli orti analizzati si trova nelle aree considerate a più alto rischio di calore. Al contrario, il 43% è integrato con altre infrastrutture verdi e blu, come parchi e corsi d’acqua, che possono rafforzarne gli effetti. Tuttavia, anche gli orti isolati mostrano un’efficienza di raffrescamento simile a quella delle aree inserite in reti più ampie di infrastrutture verdi.
La distribuzione geografica offre un altro elemento interessante. La maggiore concentrazione di orti si trova nell’Europa centrale e orientale, ma le aree dove la loro efficienza di raffrescamento risulta più elevata comprendono Benelux, Germania occidentale, Nord Italia e alcune zone della Spagna.
La conclusione è quindi anche una raccomandazione per la pianificazione urbana: invece di considerare gli orti soltanto come spazi destinati alla produzione alimentare o al tempo libero, le città potrebbero integrarli nelle strategie di adattamento climatico. In particolare, lo studio suggerisce di favorire piccoli orti all’interno dei centri urbani e nelle aree dove la densità abitativa e il rischio di calore sono più elevati. Gli orti diventano così una possibile infrastruttura climatica a basso impatto: occupano spazio, ma possono restituire benefici che si estendono oltre i loro confini.
