Corporate governance Olanda - azioni Transizione Energetica | ESG News

Transizione

Fondazione MAIRE presenta lo studio “Climate Goals” sulla transizione energetica all’Aja

Nei Paesi Bassi, la transizione energetica non riguarda più soltanto l’energia, ma sta ridefinendo l’economia. Il livello di consapevolezza è pressoché universale (98%), con il 59% che dichiara di conoscere bene il tema. È quanto emerge quarta edizione dello studio Climate Goals: winning the challenge of climate goals through the creation of skills and competences worldwide (Addendum 3), presentato da Fondazione MAIRE – ETS nell’ambito del Nextchem Symposium all’Aja, evento internazionale dedicato ai fertilizzanti sostenibili, che rivela come le imprese siano percepite come il principale motore operativo del cambiamento e dovrebbero concentrarsi sull’adozione di nuovi processi produttivi (39%) e sull’innovazione sostenibile di prodotti e servizi (55%), ma il 43% ritiene che gli sforzi siano insufficienti. Al contempo, le istituzioni sono chiamate a svolgere un ruolo nel promuovere la transizione energetica, finanziando nuove tecnologie, offrendo incentivi e investendo nello sviluppo di combustibili alternativi per una mobilità sostenibile.

Lo studio, promosso da Fondazione MAIRE e realizzato in collaborazione con Ipsos Doxa, con il supporto di MAIRE, ha monitorato dal 2023 la consapevolezza e la percezione pubblica della transizione energetica a livello globale, andando oltre la produzione di energia a basse o zero emissioni per includere la trasformazione dei processi industriali, dei prodotti, dei modelli di business, delle modalità di distribuzione e consumo, nonché lo sviluppo delle competenze necessarie.

L’evento ha visto la partecipazione di S.E. Augusto Massari, Ambasciatore d’Italia nel Regno dei Paesi Bassi, per un saluto istituzionale;  Mark Schmets (Ministero degli Affari Economici e del Clima); Pejman Djavdan, CEO Stamicarbon; Ilaria Catastini, General Manager Fondazione MAIRE – ETS, che ha presentato i risultati, seguita da un panel con  Fabio Fritelli, Managing Director Nextchem; Gert Jan de Geus, CEO OCI Nitrogen; Ralph Koekkoek, CEO Blue Circle Olefins; e Theo Bovens, membro del Senato olandese, con Esther van Rijswijk nel ruolo di moderatrice. Fabrizio Di Amato, Presidente e Fondatore di MAIRE e Fondazione MAIRE – ETS, ha concluso l’evento.

La ricerca ha fornito evidenze basate sul coinvolgimento di 2.850 individui e integra il contributo di 25 esperti in 17 Paesi distribuiti su quattro continenti: Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per il  Medio Oriente; India, Cina, Azerbaigian, Kazakistan e Turchia per l’Asia; Stati Uniti, Cile e Argentina per le Americhe; Algeria per l’Africa; Germania, Italia, Polonia, Paesi Bassi e Regno Unito per l’Europa.

Nei Paesi Bassi, la transizione energetica è interpretata non solo come cambiamento tecnologico, ma come trasformazione economica e industriale che richiede innovazione finanziaria e modelli circolari. La  consapevolezza è prossima alla totalità (98%) e il 59% degli intervistati si dichiara molto informato; le motivazioni principali sono il  clima (35%) e la salute pubblica (30%), mentre il 33% prevede la creazione di nuovi posti di lavoro nei settori sostenibili. Emergono al contempo aspettative realistiche nel breve periodo: il 50% ritiene che nei prossimi 1-3 anni i costi supereranno i benefici, evidenziando una fase iniziale caratterizzata da investimenti significativi.

Gli intervistati hanno attribuito alle istituzioni un ruolo chiave nel mitigare tali costi, attraverso il finanziamento di tecnologie innovative, sussidi e incentivi. Parallelamente, le imprese sono viste come il principale motore operativo (57%), con aspettative elevate: il 43% giudica infatti insufficienti gli sforzi attuali. Le priorità individuate riflettono i punti di forza del sistema produttivo: chimica verde (43%), energia solare ed eolica (42%) e soluzioni ICT/digitali (33%). 

Il capitale umano riveste un ruolo centrale: il 75% ha indicato la necessità di figure professionali “ibride”, che combinano competenze tecniche (rinnovabili e materiali riciclati, entrambe al 47%) e capacità cognitive avanzate (pensiero critico 57%, problem solving 56%). Il 70% degli intervistati riconosce l’esigenza di upskilling, privilegiando tuttavia un approccio strutturale e di medio periodo: il 41% indica un orizzonte di 2-3 anni per integrare le nuove competenze.

“I Paesi Bassi si distinguono per una consapevolezza pressoché universale della transizione energetica, a conferma che il dibattito è andato oltre il “perché” per arrivare alla ben più impegnativa domanda del “come”” ha dichiarato Fabrizio Di Amato, Presidente di MAIRE e di Fondazione MAIRE – ETS. “I dati ne evidenziano anche l’urgenza: la transizione energetica è inarrestabile e oggi la credibilità dipende dalla capacità di colmare il divario tra aspettative e risultati, trasformando la consapevolezza in progressi misurabili attraverso investimenti, innovazione e competenze. MAIRE può contribuire al nuovo scenario energetico grazie alle proprie capacità tecnologiche e di esecuzione. Oggi ribadiamo il nostro impegno dai Paesi Bassi, dove abbiamo uno dei nostri poli tecnologici per i fertilizzanti sostenibili”.

Scopri come ESGnews e i suoi partner possono aiutarti.