Emissioni dei mezzi pesanti

Mobilità sostenibile

Emissioni dei mezzi pesanti, i produttori chiedono all’Unione europea tre anni in più

I principali costruttori europei di mezzi pesanti chiedono di rinviare dal 2030 al 2033 il rispetto dei prossimi obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2. Secondo l’associazione ACEA, la carenza di infrastrutture di ricarica e gli elevati costi dell’energia frenano ancora la diffusione dei veicoli a zero emissioni.

I produttori europei di mezzi pesanti chiedono all’Unione europea tre anni in più per rispettare gli obiettivi di riduzione della CO2 previsti per il 2030. La richiesta è stata presentata lunedì 14 settembre dai CEO dei sette principali costruttori di camion e autobus del continente, tra cui DAF Trucks, Daimler Truck, Iveco e Scania.

Secondo l’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA), le condizioni attuali non consentono di sviluppare abbastanza rapidamente il mercato dei mezzi pesanti a zero emissioni. La rete di ricarica è ancora insufficiente, i collegamenti alla rete elettrica richiedono tempi lunghi e gli alti prezzi dell’energia rendono questi veicoli poco convenienti per molte imprese di trasporto.

Gli obiettivi europei per le emissioni dei mezzi pesanti

Le regole attualmente in vigore impongono ai produttori di ridurre del 43% entro il 2030 le emissioni di CO2 dei nuovi mezzi pesanti rispetto ai livelli del 2025. La riduzione dovrà poi raggiungere il 64% nel 2035 e il 90% nel 2040.

Le aziende che non rispetteranno gli obiettivi rischiano sanzioni, anche se per il periodo compreso tra il 2025 e il 2029 potranno accumulare crediti legati alle emissioni. I costruttori chiedono ora che la scadenza del 2030 venga spostata al 2033.

La quota di mezzi pesanti a zero emissioni rimane molto distante da quella necessaria per raggiungere gli obiettivi. Secondo ACEA, attualmente questi veicoli rappresentano appena il 2,4% delle nuove immatricolazioni europee.

Le richieste dei produttori all’Unione europea

Per accelerarne la diffusione, i costruttori chiedono alle istituzioni europee di aumentare il numero delle stazioni di ricarica e rendere più rapide le connessioni alla rete elettrica. Sollecitano inoltre un ampliamento dei pedaggi stradali calcolati in base alle emissioni di CO2 e il reinvestimento dei proventi del sistema europeo di scambio delle emissioni nelle infrastrutture e nell’acquisto di veicoli a zero emissioni.

La richiesta arriva mentre le istituzioni europee discutono anche la proposta della Commissione di modificare il percorso che avrebbe portato, dal 2035, allo stop di fatto alla vendita di nuove automobili con motore a combustione. Anche in quel caso, il settore automobilistico ha esercitato pressioni per ottenere un allentamento degli obiettivi ambientali.

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