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Climate change

Black Friday: 500 mila tonnellate di CO₂ in più in una sola settimana

Il Black Friday italiano lascia un segno pesante sull’ambiente: secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), la sola settimana dei saldi produce fino a 500 mila tonnellate di CO₂ aggiuntive in atmosfera. Un carico inquinante pari alle emissioni annuali di decine di migliaia di auto, generato da traffico, spedizioni e imballaggi.

Dietro la frenesia degli acquisti, sia online che nei negozi fisici, si nasconde infatti una combinazione di fattori che amplifica l’impatto ambientale: corrieri e mezzi pesanti accelerano le consegne, le merci vengono impacchettate più volte, e milioni di consumatori si spostano verso centri commerciali e negozi, contribuendo all’inquinamento atmosferico.

Non solo il Black Friday ma anche il periodo natalizio registra un impatto emissivo significativo: secondo SIMA, le tonnellate di CO2 immesse in atmosfera sono circa 20mila tonnellate, con i trasporti che toccano picchi del +130% di emissioni inquinanti rispetto ad altri periodi dell’anno. Nonostante la crescita dei veicoli elettrici, infatti, ad oggi solo il 12% dei viaggi nei periodi di picco è coperto da mezzi elettrici, un dato che evidenzia la difficoltà strutturale nel sostituire completamente i veicoli a combustione interna.

Le categorie più emissive

Sono specialmente le emissioni Scope 1, generate dai veicoli di proprietà delle aziende che trasportano merci verso magazzini e punti vendita, e le emissioni Scope 3, relative alle consegne ai clienti finali. Quest’ultima categoria è la più difficile da calcolare poiché i dati devono arrivare dai clienti e molto spesso le reporting company non hanno a disposizione questo tipo di informazioni.

Logistica, le strategie per ridurre l’impatto durante Black Friday e feste di Natale

Nonostante le criticità, secondo un’indagine di ClimateSeed, il settore sta già sperimentando soluzioni efficaci. Ottimizzazione dei percorsi, consolidamento delle consegne e adozione di veicoli elettrici o ibridi rappresentano pratiche in espansione. Analisi dei dati e intelligenza artificiale consentono di anticipare i picchi e minimizzare i tempi a motore acceso. Cresce parallelamente l’attenzione verso filiere sostenibili e opzioni di consegna “green”, insieme alla necessità di consulenti specializzati e strumenti digitali per monitorare con precisione le emissioni di Scope 1, 2 e 3. Nei prossimi 3-5 anni, il settore logistico potrà evolvere verso un modello più sostenibile attraverso la selezione di fornitori locali che accorcino i percorsi medi e l’adozione di criteri ESG nella scelta dei partner, affiancati da un maggiore efficientamento di imballaggi, ordini e magazzini con tempi di stoccaggio ridotti.