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Giornata della biodiversità

Biodiversità, oltre 1700 metri trasformati in verde urbano lungo la circonvallazione a Milano

In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, che si celebra oggi 22 maggio, Milano riafferma il proprio impegno nella transizione ecologica attraverso il consolidamento del progetto Milano Green Circle 90/91. L’iniziativa, che mira a trasformare la circonvallazione filoviaria in una vera infrastruttura verde, rappresenta un modello di sinergia tra attori pubblici e privati, essendo promossa dal Comune di Milano e realizzata da Forestami con il fondamentale sostegno del Gruppo Armani. Questo intervento non si limita a un semplice abbellimento estetico, ma si configura come un investimento strategico nel capitale naturale della città, volto a migliorare la qualità dell’aria, la resilienza climatica e la vivibilità urbana in risposta al fenomeno delle isole di calore.

I dati finora raccolti testimoniano la concretezza dell’operazione: lungo la circonvallazione sono già stati riqualificati oltre 1.730 metri lineari, con la messa a dimora di circa 4.300 arbusti e 1.300 piante perenni. Tali interventi, focalizzati nel 2025 su viali come Bezzi e Misurata, hanno seguito criteri tecnici rigorosi per rispettare il patrimonio arboreo esistente e garantire l’attecchimento delle nuove specie. L’impatto ecologico di queste politiche di riforestazione urbana è già misurabile. Studi recenti, infatti, stimano la presenza di circa 110 specie diverse di insetti nelle aree cittadine gestite a sfalcio ridotto e un incremento del 58% delle specie di farfalle diurne negli ultimi anni, segnali inequivocabili di un ecosistema che torna a pulsare anche nel contesto metropolitano.

Nell’autunno 2026 il progetto si estenderà alle tratte di viale Sondrio e viale Tonale, zone particolarmente critiche sotto il profilo microclimatico a causa della forte esposizione solare e delle elevate temperature estive; per questo motivo, la progettazione ha selezionato specie vegetali ad alta resilienza climatica, come l’acero di Montpellier e il biancospino, capaci di adattarsi a condizioni urbane estreme.

Come sottolineato dalla paesaggista Laura Gatti, l’obiettivo è superare la visione della città come mera infrastruttura grigia per evolvere verso ecosistemi multifunzionali in grado di gestire le acque piovane e intercettare le polveri sottili, integrando la tutela della biodiversità direttamente nel tessuto finanziario e sociale della metropoli.

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