Oltre il 70% delle 40 maggiori società italiane per capitalizzazione ha un Sustainable Grade. Tra le 20 mid cap monitorate da Standard Ethics la quota scende invece al 30%, evidenziando un diverso livello di maturità ESG.
Le grandi società italiane quotate mostrano un livello di allineamento alla sostenibilità più elevato rispetto alle imprese a media capitalizzazione. Oltre il 70% delle 40 maggiori società italiane per capitalizzazione presenta infatti un Sustainable Grade, ovvero una valutazione che indica una compliance agli standard di sostenibilità internazionali di Onu, Ocse e Ue tra eccellente e adeguata, mentre tra le 20 mid cap monitorate la quota scende al 30%. È il quadro che emerge dagli aggiornamenti degli Standard Ethics Rating (SER) pubblicati dall’agenzia, che ha analizzato le principali società italiane quotate a Piazza Affari.
La differenza tra i due gruppi evidenzia soprattutto il maggiore margine di miglioramento delle aziende di media capitalizzazione. Secondo Standard Ethics, il 70% delle mid cap presenta un Not Fully Sustainable Grade, segnalando uno spazio significativo per rafforzare l’allineamento alle indicazioni internazionali sulla sostenibilità elaborate da Onu, Ocse e Unione europea. Il SER, infatti, misura proprio il livello di conformità alle linee guida di queste istituzioni e viene espresso attraverso una scala di rating dalla EEE alla F, quindi da un livello di compliance eccellente a insoddisfacente.

Nel semestre ci sono stati diversi movimenti. Tra le grandi società, ad aprile è stato confermato il rating E di Tenaris, mentre Enel ha mantenuto il Corporate SER EE, accompagnato però da un Outlook Positivo. A giugno è stato confermato anche il rating EE+ di Banca Monte dei Paschi di Siena. Nel frattempo ERG, con EE-, e Avio, ancora in attesa del primo rating ESG, sono entrate tra le società sotto monitoraggio, prendendo il posto di Banca Popolare di Sondrio e Mediobanca.
Anche tra le mid cap il quadro è stato caratterizzato da conferme e revisioni. Banca Generali, SOL ed Eni hanno mantenuto rispettivamente i rating EE+, E+ ed EE+, mentre Maire ha ricevuto a giugno il suo primo Standard Ethics Rating, pari a E+. Sono invece scesi i giudizi di Brembo, passato a E+, e Tamburi Investment Partners, passato a EE-. Per quest’ultima società Standard Ethics aveva comunicato il passaggio a EE- a luglio.
La lettura dei rating non riguarda soltanto la gestione ambientale delle imprese, ma il loro grado complessivo di allineamento ai principi ESG. La metodologia di Standard Ethics considera infatti fattori ambientali, sociali e di governance, con particolare peso attribuito alla governance della sostenibilità e all’aderenza agli standard internazionali.
Sul fronte regolamentare, il 2026 segna inoltre un passaggio importante per il mercato dei rating ESG. Dal 13 agosto Standard Ethics Europe è registrata nell’Albo europeo dei fornitori di rating ESG previsto dal regolamento Ue 2024/3005 e opera sotto la vigilanza diretta dell’ESMA. L’agenzia ha sede a Milano e ha assunto definitivamente il ruolo europeo nell’emissione degli Standard Ethics Rating.

