Guidance 2026 confermata. Il portafoglio ordini sale a 15,7 miliardi, mentre Nextchem accelera con ricavi in crescita del 46% e rafforza il contributo delle tecnologie per la transizione energetica.
MAIRE archivia un primo trimestre 2026 in crescita, confermando la solidità del proprio modello di business e mantenendo invariata la guidance per l’intero esercizio. Nei primi tre mesi dell’anno il gruppo ha registrato ricavi per 1,84 miliardi di euro, in aumento del 7,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre l‘EBITDA è salito del 15,7% a 131,2 milioni, con un margine cresciuto dal 6,6% al 7,1%. Ancora più marcata la crescita dell’utile netto, che raggiunge 76,7 milioni di euro (+19,9%), portando la marginalità al 4,2%.
Sul fronte patrimoniale, le disponibilità nette adjusted restano sostanzialmente stabili a 396,1 milioni di euro, nonostante gli investimenti, il programma di buyback e il pagamento di un dividendo record approvato ad aprile. A sostenere le prospettive del gruppo contribuisce soprattutto il portafoglio ordini, che a fine marzo raggiunge i 15,7 miliardi di euro, in aumento di circa 3 miliardi rispetto a fine 2025, grazie a nuovi ordini per 4,8 miliardi acquisiti nel trimestre, oltre la metà dell’obiettivo annuale di circa 9 miliardi.
La crescita continua a essere trainata dalla divisione Integrated E&C Solutions, che comprende Tecnimont e KT. La business unit ha generato ricavi per 1,7 miliardi di euro (+5,3%) ed EBITDA per 98,9 milioni (+9,3%), migliorando il margine operativo al 5,8%. A sostenere i risultati è stato il regolare avanzamento dei grandi progetti in portafoglio, in particolare in Medio Oriente e Kazakistan.
È però Nextchem, la divisione dedicata alle Sustainable Technology Solutions, a mettere a segno la performance più brillante sul fronte della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica. I ricavi crescono del 46,2% raggiungendo 140,6 milioni di euro, mentre l’EBITDA aumenta del 40,8% a 32,3 milioni, con un margine del 23%. La crescita è sostenuta dalla domanda di tecnologie proprietarie per prodotti chimici a basse emissioni di carbonio, fertilizzanti e soluzioni per la decarbonizzazione dell’industria.
Nel trimestre Nextchem ha inoltre acquisito nuovi contratti per licenze tecnologiche e servizi di progettazione in Cina, studi di fattibilità per impianti di riciclo chimico della plastica in Africa australe e Sud-Est asiatico e una fornitura di apparecchiature proprietarie in Medio Oriente. Tra i progetti di maggiore rilievo figura anche il contratto per tre impianti destinati alla produzione di fertilizzanti azotati in Africa occidentale, subordinato alla decisione finale di investimento, oltre all’aggiudicazione, annunciata ad aprile, di un progetto per un impianto di Sustainable Aviation Fuel (SAF) in Indonesia e di un nuovo impianto chimico in Cina basato sulla tecnologia proprietaria NX CONSER C5+.
Il gruppo evidenzia inoltre come i risultati del primo trimestre non includano ancora il contributo dell’acquisizione di Ballestra, il cui completamento è previsto nel secondo trimestre. L’operazione dovrebbe rafforzare ulteriormente il business delle tecnologie sostenibili nella seconda parte dell’anno.
Per quanto riguarda i grandi progetti industriali, procede secondo i piani il mega progetto Hail and Ghasha negli Emirati Arabi Uniti, che ha raggiunto circa il 70% di avanzamento complessivo. Le attività di ingegneria e approvvigionamento sono ormai prossime alla conclusione, mentre la costruzione è arrivata a circa metà del percorso. Il completamento è previsto nella prima parte del 2028.
Nonostante il contesto geopolitico complesso in Medio Oriente, Maire sottolinea che tutte le attività operative proseguono nel rispetto dei protocolli di sicurezza e senza impatti significativi sulla realizzazione dei progetti. L’azienda evidenzia inoltre di aver già predisposto rotte alternative per gli approvvigionamenti qualora dovessero protrarsi le attuali criticità logistiche.
Alla luce dei risultati conseguiti, il gruppo conferma integralmente la guidance 2026, che prevede ricavi compresi tra 7,5 e 7,7 miliardi di euro, un EBITDA tra 545 e 575 milioni e disponibilità nette adjusted sostanzialmente in linea con quelle di fine 2025. Secondo l’amministratore delegato Alessandro Bernini, la crescita del trimestre conferma la resilienza del modello di business e offre una visibilità sempre più ampia grazie a un portafoglio ordini che estende il carico di lavoro fino al 2030.
