ERG è la prima azienda più sostenibile al mondo secondo il Global 100 di Corporate Knights ed è l’unica italiana in vetta alla classifica. Una leadership europea che premia velocità di transizione, ricavi verdi e investimenti sostenibili, battendo anche i mercati finanziari globali.
ERG è prima. Ed è italiana. È questo il dato che spicca immediatamente nell’edizione 2026 del Global 100 di Corporate Knights, la classifica internazionale che ogni anno individua le aziende più sostenibili al mondo. La società genovese di produzione di energia rinnovabile conquista il vertice globale, unica italiana sul podio e simbolo di una leadership industriale che ha saputo trasformare radicalmente il proprio modello di business.
La classifica 2026, presentata nel corso del Word Economic Forum di Davos, fotografa un contesto in cui la sostenibilità non è più solo una leva reputazionale, ma un vero fattore competitivo. Nonostante il clima politico meno favorevole agli obiettivi ESG e le tensioni geopolitiche legate alla guerra in Ucraina, le aziende leader della transizione verde dimostrano di saper crescere più velocemente e generare rendimenti finanziari superiori alla media.
Accanto a ERG, sul podio salgono Pandora, gruppo danese della gioielleria, ed EDP Renováveis, player spagnolo delle rinnovabili. Tre aziende europee, due delle quali energetiche, che confermano il ruolo centrale dell’Europa occidentale nella corsa globale verso un’economia sostenibile, basata su investimenti verdi, ricavi puliti e rapidità di esecuzione.
Indice
- 1 ERG: da compagnia petrolifera a campione delle rinnovabili
- 2 La nuova metodologia Global 100: perché conta la velocità
- 3 I Paesi più rappresentati: Stati Uniti in testa, Europa protagonista
- 4 L’analisi dei settori: energia, mobilità e tecnologia guidano la transizione
- 5 Chi sono le aziende cinesi del Global 100: batterie, auto elettriche e filiere strategiche
- 6 Le aziende del Global 100 hanno anche risultati e performance di borsa migliori
ERG: da compagnia petrolifera a campione delle rinnovabili
La scalata di ERG è uno dei casi più emblematici della classifica 2026. In un solo anno la società è passata dal 18° al 1° posto, completando una trasformazione industriale profonda: l’uscita totale dal settore dei combustibili fossili e il posizionamento come operatore “pure play” delle energie rinnovabili.
Tra il 2022 e il 2024, nonostante l’elevata volatilità dei mercati energetici europei legata al conflitto russo-ucraino, ERG ha aumentato la propria produzione eolica e solare di oltre 2.000 gigawattora. Un risultato che dimostra come la sostenibilità, se integrata nel core business, possa tradursi in resilienza industriale e crescita strutturale.
Il primato di ERG ha anche un valore simbolico: è l’unica azienda italiana ai vertici del Global 100 e rappresenta un modello di riconversione industriale replicabile in altri settori ad alta intensità energetica.
La nuova metodologia Global 100: perché conta la velocità
Alla base del rimescolamento della classifica c’è un importante aggiornamento metodologico. Corporate Knights ha introdotto il “Sustainable Revenue Momentum Score“, un indicatore che misura la velocità di crescita dei ricavi sostenibili tra il 2022 e il 2024 (CAGR dei ricavi sostenibili nel periodo considerato).
Oggi il punteggio finale si basa su tre metriche con pari peso: investimenti sostenibili, ricavi sostenibili e dinamica di crescita dei ricavi verdi. L’obiettivo è chiaro: premiare non solo chi è già sostenibile, ma chi sta accelerando più rapidamente la transizione. La classifica, che si basa su un’analisi autonoma della società americana, non accetta candidature e applica alcune esclusioni come per esempio le aziende che nel periodo in considerazione non hanno pagato tasse oche non hanno nemmeno una donna nel board o nel senior management.
Come ha spiegato Toby Heaps, CEO di Corporate Knights, “la velocità conta”. In un contesto in cui i limiti ambientali del pianeta vengono superati sempre più rapidamente, il tempo diventa una variabile critica tanto quanto la qualità delle strategie ESG.
I Paesi più rappresentati: Stati Uniti in testa, Europa protagonista
Dal punto di vista geografico, il Global 100 2026 mostra un equilibrio interessante tra leadership europea e peso nordamericano e asiatico. Gli Stati Uniti sono il Paese più rappresentato con 20 aziende, seguiti dalla Cina con 12 e dal Canada con 9.
In Europa spiccano Francia (7 aziende), Danimarca (6), Spagna e Germania (5 ciascuna). Nel complesso, l’Europa occidentale conferma una presenza dominante, soprattutto nei settori dell’energia, dell’industria manifatturiera avanzata e dei servizi tecnologici.
Il dato statunitense rappresenta anche una smentita narrativa: nonostante il dibattito politico interno, le imprese americane continuano a investire con decisione nella sostenibilità, entrando in massa nella classifica globale.
L’analisi dei settori: energia, mobilità e tecnologia guidano la transizione
L’analisi settoriale del Global 100 evidenzia una forte concentrazione in comparti chiave della transizione ecologica. L’energia rinnovabile è centrale, con aziende attive nella generazione elettrica, nelle reti e nelle tecnologie di accumulo.
Molto rappresentati anche i settori della mobilità sostenibile, con colossi come Tesla, e della manifattura industriale: batterie, veicoli elettrici, componentistica, macchinari e semiconduttori. La presenza di numerose aziende cinesi e taiwanesi riflette il ruolo strategico dell’Asia nelle catene globali della transizione verde.
Cresce inoltre il peso di settori tradizionalmente meno “verdi”, come il real estate, la chimica e la siderurgia, segno che la sostenibilità sta diventando un criterio competitivo trasversale e non più confinato a nicchie di mercato.
Nel settore tessile-abbigliamento sono presenti Inditex, Kering e Puma, mentre il settore del food è rappresentato dall’azienda leader della produzione di salmone Bakkafrost delle isole Faroe, da Vitasoy International Holdings di Hong Kong specializzata inalimenti a base vegetale, dalla norvegese SalMar ASA, anch’essa specializzata in allevamento di salmoni, e infine dalle due americane McCormick & Company, specializzata in spezie e sapori, e Darling Ingredients, azienda che recupera e ricicla materiali provenienti dall’allevamento e dall’industria alimentare, trasformandoli in ingredienti per mangimi, fertilizzanti, carburanti e alimenti.
Chi sono le aziende cinesi del Global 100: batterie, auto elettriche e filiere strategiche
Con 12 aziende in classifica, la Cina è il secondo Paese più rappresentato nel Global 100 2026 dopo gli Stati Uniti. La presenza cinese si concentra in modo netto lungo le filiere industriali più decisive per la transizione energetica globale: batterie, mobilità elettrica, componentistica avanzata, solare ed economia circolare.
Nel settore delle batterie spiccano colossi come Contemporary Amperex Technology (CATL), Gotion High-tech e LG Energy Solution (quest’ultima sudcoreana ma fortemente integrata nella supply chain cinese), protagonisti della produzione globale di accumulatori per veicoli elettrici e sistemi di storage. Sul fronte dell’auto elettrica, marchi come XPeng, Li Auto, Nio, Leapmotor e Seres rappresentano una nuova generazione di costruttori che integrano veicolo, software e batterie, competendo direttamente con i player occidentali.
La Cina è presente anche nelle infrastrutture della transizione: Sungrow è uno dei principali produttori mondiali di inverter e sistemi per il fotovoltaico, Xinyi Solar è leader nel vetro solare, mentre Yadea domina il mercato dei veicoli elettrici leggeri. MLS opera nei semiconduttori e GEM è attiva nel riciclo e nella gestione dei rifiuti, segmento chiave dell’economia circolare.
Le aziende del Global 100 hanno anche risultati e performance di borsa migliori
Tra le aziende Global 100, circa il 60% degli investimenti e dei ricavi è risultato sostenibile nel 2026. Al contrario, nell’universo complessivo delle grandi aziende analizzate, solo il 13% degli investimenti e il 17% dei ricavi è stato classificato come sostenibile. I ricavi sostenibili delle aziende Global 100 crescono in media a un ritmo doppio rispetto a quello di tutti gli altri loro ricavi.
Nel complesso, le aziende Global 100 hanno sovraperformato i loro pari globali in termini di rendimenti finanziari. Nel periodo di un anno dal 31 dicembre 2024 al 31 dicembre 2025, il Mackenzie Corporate Knights Global 100 Index ETF (MCKG) ha superato il mercato azionario globale più ampio, registrando un rendimento totale del 18,71%, rispetto al 15,26% dell’MSCI World Index, monitorato tramite l’iShares MSCI World ETF (XWD). In modo atipico, l’indice Global 100 aveva sottoperformato nei due anni precedenti, probabilmente a causa di tassi di interesse elevati e di altri fattori temporanei.
Dal 2005, il Global 100 è una delle valutazioni di sostenibilità basate su regole più apprezzate e trasparenti al mondo e mette l’accento sull’impatto dei prodotti e servizi principali di un’azienda. È l’indice globale di sostenibilità con le migliori performance (ticker: CKG100), con oltre 10 anni di storico.
