Illuminazione e economia circolare si incontrano a Stradella: A2A avvia il primo impianto urbano con componenti in plastica riciclata. L’iniziativa è frutto di una collaborazione tra Comune e partner industriali.
A Stradella, in provincia di Pavia, A2A ha avviato il primo impianto di illuminazione pubblica realizzato con componenti in plastica riciclata post-consumo, segnando un importante passo nella trasformazione dei servizi urbani verso modelli più sostenibili e integrati. Il progetto pilota, realizzato in collaborazione con Niteko Illuminazione, Corepla (il Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, e Breplast) e Gruppo Montello unisce infatti filiera ambientale, innovazione tecnologica e partnership pubblico-private, con l’obiettivo di trasformare i rifiuti plastici in infrastrutture per le città.
Il fulcro dell’iniziativa sono le 21 lanterne urbane della linea “Olimpia” di Niteko, prodotte in polietilene post-consumo proveniente dalla raccolta differenziata locale e dotate di LED ad alta efficienza e sistema autopulente brevettato Rotoskin®. Il processo, dalla selezione dei rifiuti alla produzione, è stato reso completamente trasparente grazie alla collaborazione con Corepla per la certificazione e Breplast per la trasformazione in materia prima riciclata.
Federico Mauri, Direttore Generale di A2A Illuminazione Pubblica, spiega la visione strategica dietro l’iniziativa: “Nella logica di una Life Company integrata nelle filiere dell’energia e dell’economia circolare, A2A sperimenta modelli di business innovativi e sostenibili, in grado di coniugare efficienza energetica, sostenibilità ambientale e solidità economica, con l’obiettivo di definire benchmark replicabili a livello nazionale. Il progetto di Stradella si inserisce pienamente in questo percorso, rappresentando una sperimentazione avanzata di illuminazione pubblica realizzata con plastica riciclata post-consumo”.
Il progetto sarà monitorato per 12 mesi sotto diversi profili che vanno dai consumi energetici alla durabilità dei materiali, fino alla qualità della luce e riciclabilità, con l’obiettivo di valutare la possibile estensione del modello ad altri contesti urbani in Italia, in linea con le strategie ambientali e di economia circolare che caratterizzano il piano industriale di A2A verso il 2035.
