I consulenti finanziari si ritrovano per fare il punto sullo scenario e su come il private banking può contribuire a una crescita sostenibile. Il 36% sono donne.
Cresce la rete dei consulenti sostenibili di Banca Generali che taglia il traguardo di 200 professionisti specializzati sui temi di finanza sostenibile: un tema sentito dalla banca che gestisce in totale masse Esg pari a 20 miliardi di euro. Trenta di questi banker sono entrati a far parte della rete dei Sustainable Advisor (che vanta un’età media inferiore alla media e una percentuale maggiore di donne) nell’ultimo anno: tra i recenti ingressi di peso si contano per esempio Enrico Boccalon, Gherardo Di Vaira, Matteo Codeluppi e Lorenzo De Santis.
Insieme al Sales Manager Strategico, Enzo Ruini, i Sustainable Advisor (il 36% sono donne)hanno incontrato il top management per confrontarsi sulle sfide del settore, tra pressioni geopolitiche e crescenti complessità dei mercati.
Il ceo della terza private bank italiana Gian Maria Mossa e il vice-direttore generale, Marco Bernardi, insieme sul palco, hanno sottolineato il focus della banca rispetto alla qualità gestionale e nei servizi da offrire a famiglie sensibili alle sfide di competitività per uno sviluppo sostenibile.
Ruini, ribadendo la mission di questa categoria di consulenti, ha presentato i relatori della giornata: Giuliano Noci, Prorettore del Politecnico di Milano, Matteo Minelli, amministratore delegato, fondatore e maggiore azionista di Ecosuntek, realtà umbra specializzata in sistemi energetici e fonti rinnovabili, quotata all’Egm e inserita nell’Indice Valore Italia di Intermonte, Vittorio Pelligra, Professore ordinario di politica economica all’Università di Cagliari, Sergio Sorgi, sociologo, cofondatore di Progetica, Maria Ameli, Head of Wealth Advisory di Banca Generali e Consigliere delegato di Generfid, Lorenzo Cason del Corporate Advisory di Banca Generali, Enrico Maria Cervellati, Founder&Ceo di EMC3 Solution, realtà specializzata in Consulenza e alta formazione B2B e B2C per aziende, professionisti, istituzioni, PA e realtà extra-settore del mondo finanziario e alcune delle maggiori SGR italiane e internazionali.
Sotto i riflettori l’irrompere dell’AI nel mondo della consulenza finanziaria e nel lavoro quotidiano del banker. Per far fronte a questo nuovo scenario, incerto e complesso da decifrare, centrale rimane il concetto di fiducia come “prodotto zero”, ovvero essenziale nella relazione col cliente per accompagnarlo nelle scelte di pianificazione e investimento sostenibili lungo tutto il ciclo di vita personale e aziendale. L’Intelligenza Artificiale rischia infatti di rendere la conoscenza una commodity ma se impiegata col giusto approccio può essere un grande alleato del banker. In questo scenario sotto la lente degli esperti è finita anche l’evoluzione della normativa dopo l’approvazione del pacchetto Omnibus che ha ridotto notevolmente (da circa 5.000 a circa 1.000) la platea di imprese obbligate a eseguire una rendicontazione Esg che si trasforma così in una vera leva spontanea di competitività.
Un altro importante focus è stato la figura dell’imprenditore come vero protagonista del confronto, anche alla luce di Pmi2Change, l’iniziativa di sistema lanciata con Intermonte per avvicinare il risparmio privato alle piccole e medie imprese italiane. Una missione che punta anche a rafforzare il ruolo della rete al fianco degli imprenditori.
“I nostri private banker vivono ogni giorno il rapporto con famiglie imprenditoriali, professionisti e aziende nei diversi distretti del Paese. Grazie al rapporto di fiducia di lungo periodo che li lega ai clienti imprenditori, sono capaci di intercettare bisogni, ambizioni e passaggi critici che spesso non emergono nei soli numeri di bilancio delle aziende”, ha illustrato Marco Bernardi, vice-direttore generale di Banca Generali, “Il consulente svolge il ruolo di regista di fiducia: connette l’azienda a un ecosistema di competenze finanziarie, legali, fiscali, di governance e corporate advisory messe a disposizione dalla banca. L’ingresso di Intermonte nel gruppo ha rafforzato questa traiettoria, ampliando le competenze nell’investment banking e rendendo più completa l’offerta. Per noi, essere banca degli imprenditori significa proprio questo: unire consulenza patrimoniale, conoscenza dei territori e accesso a competenze specialistiche per accompagnare le imprese nei passaggi decisivi”.
Tornando al percorso dei Sustainable Advisor nella prima parte del 2026, è stata ulteriormente sviluppata l’offerta formativa dedicata alla Rete e all’ampliamento delle competenze ESG. In collaborazione con il Sales Manager Strategico Sustainability sono state erogate giornate formative in presenza e online, per oltre 3.000 ore in questi primi 6 mesi dell’anno, che hanno visto la partecipazione di relatori, accademici e ricercatori di elevato standing che hanno approfondito i temi della gestione del rischio negli investimenti delle famiglie da un lato e dall’altro la sostenibilità come vantaggio competitivo per le imprese. Tra questi appuntamenti, alcuni sono stati dedicati alla formazione dei Sustainable Messengers, un gruppo ristretto di consulenti selezionato tra i Sustainable Advisor, che si sono focalizzati sul potenziamento delle competenze sui temi delle longevity.
Fiducia e vicinanza a famiglie e aziende rimarranno quindi elementi imprescindibili di una consulenza sostenibile. “Superata la fase dell’entusiasmo iniziale, la finanza sostenibile si sta consolidando come una tendenza di lungo periodo. Pur in un contesto internazionale caratterizzato da guerre, tensioni geopolitiche, shock energetici e crescente incertezza, i criteri ESG continuano a orientare in modo sempre più rilevante le decisioni di investitori e imprese. Come consulenti, il nostro ruolo è accompagnare le persone e le imprese (forti della folta presenza di imprenditori nella nostra clientela) in questo percorso, affiancandole per aiutarle a capire i vantaggi e la necessità della transizione e il ruolo fondamentale della finanza sostenibile”, ha concluso il Sales Manager Strategico.
