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Private Banking

AIPB: il ruolo del Private Banking nel rinascimento economico e culturale del paese

Che ruolo può svolgere il Private Banking nel rinascimento economico e culturale del paese? E’ su questo tema che si è aperta la XVII edizione del Forum del Private Banking, l’appuntamento annuale che riunisce i principali operatori per un confronto sui maggiori temi di interesse del settore, organizzata da AIPB, l’Associazione italiana del Private Banking.

Nel corso dell’incontro sono stati resi noti i più recenti andamenti delle attività gestite dal Private Banking. All’analisi quantitativa è seguita un’analisi qualitativa contenuta nella ricerca AIPB-Centro Einaudi Risparmiatori di avanguardia nelle scelte di investimento. Un’indagine che ha messo in evidenza le caratteristiche peculiari e gli orientamenti verso gli investimenti dei risparmiatori più abbienti.

Investitori che si dimostrano un’avanguardia nella gestione dei risparmi e un’opportunità per l’industria del Private Banking di canalizzare i flussi di nuova ricchezza verso investimenti in economia reale, contribuendo a sostenere la crescita economica del Paese.

I risparmi private crescono oltre le aspettative

La previsione di asset in gestione nel Private Banking a fine 2021 di 978 miliardi di euro, stimata a inizio d’anno, è stata superata già alla fine del primo semestre. Partendo dai dati storici di giugno, che hanno visto gli asset raggiungere i 993 miliardi, la previsione di fine anno si attesta a 1.021 miliardi, con una crescita del 9,5% rispetto al 2020. Una dinamica, quest’ultima, che evidenzia una ricchezza degli italiani che cresce più veloce del PIL. Infatti, il Prodotto Interno Lordo, dopo anni di stagnazione, ha visto un rimbalzo dall’inizio della pandemia, superiore alle aspettative di inizio anno del 4,7%, segnando a settembre una crescita del 6,2%, un andamento positivo che si prevede continuerà anche nei prossimi mesi.

Fonte: Prometeia, Rdp Brief novembre
Fonte: AIPB-Prometeia

La Ricerca AIPB–Centro Einaudi Risparmiatori di avanguardia nelle scelte di investimento

Le famiglie italiane che possiedono un patrimonio superiore a 500 mila euro rappresentano il 35,9% della ricchezza complessiva. La ricerca AIPB–Centro Einaudi analizza il loro profilo e gli orientamenti attraverso un’indagine basata su un campione di 723 famiglie, di cui 401 clienti di una banca private.

Un importante risultato dell’analisi è la scoperta di un cluster di clientela con caratteristiche distintive su quattro parametri rilevanti per comprendere la relazione tra risparmio e scelte di investimento. Infatti, la clientela private, rispetto al complesso delle famiglie italiane, presenta: un 76% delle famiglie private (contro il 42% delle altre famiglie) con capacità di risparmio superiore al 5% del reddito disponibile; un’attitudine ad investire la ricchezza finanziaria dell’85%, contro il 54%; una dichiarazione di tolleranza ai rischi finanziari del 36%, contro l’8; una preferenza per i rendimenti di lungo periodo del 18%, rispetto all’8.

Fonte: AIPB-Centro Einaudi

Una fotografia che ci presenta un investitore più maturo della media anche grazie al suo profilo sociale e culturale. Si tratta di individui con un livello di istruzione superiore alla media della popolazione (il 44% possiede almeno un titolo di laurea, contro il 12% della media italiana), con una presenza del 20% di imprenditori e del 23% di professionisti. Una popolazione che mostra un interesse elevato per l’informazione finanziaria e si attribuisce competenze finanziarie ed economiche sopra la media. Il 70% del campione ritiene di avere una responsabilità effettiva verso la collettività come consumatore o investitore. Evidenzia però che gli interessi generali devono conciliarsi con quelli di crescita e tutela del patrimonio di famiglia, che viene sempre al primo posto. Le caratteristiche delineate fanno di questo cluster il candidato ideale nell’impiegare i propri patrimoni in progetti di economia sostenibile e a favore dello sviluppo del tessuto produttivo, ma esiste ancora un divario da colmare tra intenzioni dichiarate e scelte effettive. Il ruolo della consulenza risiede principalmente nel colmare questo divario.

Puntare sulle “avanguardie private” per scelte di investimento con un impatto positivo su economia e società

Riconoscere la peculiarità del cluster delle famiglie private da parte delle Istituzioni permetterebbe di valorizzarne le potenzialità di avanguardia nelle scelte di investimento “ad impatto”. In particolare, il confronto tra domanda potenziale e investimenti alternativi sottoscritti mostra, soprattutto tra la clientela private più giovane, i più alti potenziali su green bonds, fondi etici e ad impatto sociale. Infatti, se si prende ad esempio i green bonds il 46% degli intervistati ha espresso interesse, il 16% conferma di avervi già investito, e quindi si prospetta un significativo mercato potenziale del 30%.

Fonte: AIPB-Centro Einaudi

La transizione verso una economia più sostenibile porterà alcuni settori economici considerati oggi di nicchia, a diventare trainanti nel prossimo futuro grazie agli investimenti; mentre alcuni settori oggi dominanti perderanno centralità e dovranno ristrutturarsi. Rilevante sarà il ruolo della finanza nel sostenere gli uni e aiutare gli altri nel processo di trasformazione. Per fare questo, ci sarà bisogno anche dei capitali privati attraverso investimenti in strumenti alternativi. Perché la ricchezza private possa contribuire devono però avvenire sostanziali cambiamenti nel nostro Paese.

È necessaria una riforma del sistema finanziario finalizzata al miglioramento delle condizioni per la partecipazione ai mercati da parte di investitori qualificati, quali sono i clienti del Private Banking, assistiti da un servizio di consulenza finanziaria. Un’evoluzione che potrebbe fare crescere il peso dell’economia reale nei portafogli private, dallo 0,5% di oggi equivalente a 4 miliardi di euro, a un futuro 5% pari a 60 miliardi, incorporando così, almeno parzialmente, il potenziale inespresso di domanda.

Fonte: AIPB
Paolo Langé, Presidente AIPB

“Il Private Banking può e deve dare il suo contributo a questo Rinascimento economico e culturale, che si basa anche su una ripresa di fiducia sulle potenzialità del Paese”, ha commentato in apertura del Forum il Presidente AIPB Paolo Langé, “Parlare di Rinascimento economico oggi richiede realismo, responsabilità e impegno. Realismo nel valutare correttamente i dati quantitativi. Responsabilità nel comprendere appieno quelli qualitativi. Sapere quanto è cresciuto lo stock di ricchezza investibile non basta. Dobbiamo anche conoscere gli orientamenti di chi lo possiede. La disponibilità dei nostri clienti a cogliere le opportunità di investimento in strumenti che accompagnino la transizione economica incoraggiata dai piani del Governo. E infine, impegno a creare le condizioni perché il Rinascimento non sia una fioritura di pochi mesi, ma una costante di lungo termine”.

Paolo Federici, Vicepresidente AIPB

D’altra parte, Paolo Federici, Vicepresidente AIPB, ha sottolineato come dalla ricerca siano “emersi due spunti interessanti, a mio parere tutt’altro che scontati. Il primo riguarda la dimostrazione che la clientela Private rappresenta effettivamente un cluster di investitori, un’avanguardia chiaramente identificabile per background e comportamenti rispetto agli altri risparmiatori, che può avere un ruolo fondamentale nel mobilitare risorse verso la crescita della nostra economia. Il secondo riguarda la propria disponibilità verso una consapevole responsabilità, ambientale e sociale, da perseguire anche attraverso le proprie scelte di investimento”.