Incentrata sul tema “una casa adeguata per tutti”, 3Bee estende quel principio alla fauna selvatica presentando e mettendo a disposizione due nuovi strumenti online: XN Atlas, per monitorare lo stato di salute delle riserve naturali, e FireSight pensato per stimare la direzione dei roghi
In occasione della Giornata Mondiale dell’habitat, 3Bee, nature tech impegnata nella salvaguardia della biodiversità, ha lanciato due nuovi strumenti online utili per monitorare e proteggerle le aree naturali dagli incendi: XN Atlas contribuirà a controllare lo stato di salute dei parchi protetti, mentre FireSight contribuirà invece a prevedere dove si propagheranno gli incendi, stimando la direzione dei roghi.
XN Atlas, una”cartella clinica” gratuita di ogni parco protetto delle reta Natura 2000, permette a chi gestisce un’area naturale (ente, comune, parco) di ricevere un quadro completo dello stato di salute della biodiversità e delle pressioni antropiche che la minacciano, dall’agricoltura alle infrastrutture stradali fino al cambiamento climatico. L’analisi approfondisce la diffusione delle specie aliene floreali e, per quelle volatili, si estende ai censimenti in campo. Si aggiungono le analisi microclimatiche, che affiancano alla situazione attuale gli scenari di proiezione al 2050, e la valutazione dei rischi di incendio e alluvione. La piattaforma consente, inoltre, di digitalizzare i censimenti condotti in campo dai propri operatori, senza l’installazione di sensori, firma di contratti o il sostegno di costi.
Il secondo strumento, FireSight, consente la diretta indicazione di un punto sulla mappa, dimostrandosi uno strumento utile soprattutto per parchi, comuni e protezione civile, che mostra come e dove il fuoco potrebbe propagarsi nelle 24 ore successive, tenendo conto di vento, vegetazione e morfologia del terreno. Si tratta di un’informazione preziosa per capire in anticipo quali zone sono più esposte e dove conviene concentrare la prevenzione e i soccorsi.
“Un habitat sano è la prima, insostituibile forma di tutela della natura: senza una casa adeguata, nessuna specie può sopravvivere. I dati di questi mesi ci dicono che quelle case stanno bruciando a un ritmo mai visto, e proprio dentro le aree che avevamo scelto di proteggere. Per troppo tempo monitorare un territorio e prevedere le minacce è stato un privilegio riservato a chi poteva permettersi sensori e consulenze costose” ha dichiarato Niccolò Calandri, CEO | 3Bee & XNatura. “Con XN Atlas e FireSight vogliamo ribaltare questo schema: mettere strumenti scientifici avanzati e semplici da usare nelle mani di chi ogni giorno si prende cura della natura — parchi, enti pubblici e cittadini. Perché proteggere la biodiversità non può più essere un’eccezione, deve diventare la norma.”
Nel 2025 l’Unione Europea ha vissuto la peggiore stagione di incendi mai registrata: oltre un milione di ettari in fumo, un’area grande quanto l’Abruzzo. E per la prima volta il fuoco ha colpito soprattutto lì dove non doveva: quasi 4 aree bruciate su 10 si trovavano dentro i parchi e le riserve protette d’Europa — l’equivalente di circa 600.000 campi da calcio di natura tutelata andati in cenere. Sono le cosiddette aree della rete Natura 2000: oltre 25.000 siti che coprono il 18% del territorio europeo e che rappresentano, di fatto, le “case” ufficiali delle specie selvatiche, i luoghi dove dovrebbero poter vivere e riprodursi al sicuro. L’Italia non fa eccezione: nel 2026 la stagione è già più dura del solito e al 22 luglio erano bruciati circa 36.600 ettari, oltre 50.000 campi da calcio, l’80% in più rispetto alla media degli ultimi vent’anni.
È di fronte a questi numeri che servono strumenti concreti, alla portata di chi il territorio lo gestisce ogni giorno. In questo senso 3Bee, insieme alla sua divisione tecnologica XNatura, ha deciso di aprire a chiunque XN Atlas e di rendere accessibile anche agli enti pubblici, a partire da una demo gratuita, una tecnologia predittiva come FireSight.
Lo scorso 19 settembr, inoltre, 3Bee ha aperto ai cittadini le porte dell’Oasi della Biodiversità di Pavia, realizzata insieme a Fondazione LGH: 100 persone, tra adulti e bambini, hanno trascorso una giornata dentro un ecosistema riportato in vita, tra la scoperta degli ecosistemi locali e il racconto della tecnologia che ogni giorno monitora la vita dell’Oasi. È lo stesso habitat in cui la piattaforma XNatura ha misurato un balzo dell’indice di biodiversità (MSA) da 39,7 a 64,6 tra le 4.063 piante di 17 specie autoctone messe a dimora, e in cui i sensori bioacustici Birdy riconoscono oltre 160 specie di uccelli.
