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I temi materiali per il settore dell’edilizia e dell’arredamento secondo l’ISSB

L’International Sustainability Standards Board (ISSB), organismo indipendente che sviluppa e approva gli standard sulla divulgazione della sostenibilità della fondazione IFRS, tra i primi a definire quali sono gli aspetti di materialità da esaminare per ciascun segmento produttivo, ha stabilito anche quelli relativi al settore dell’arredamento. Un’indicazione importante per le aziende del comparto che possono partire da questi capisaldi per poi integrare la propria analisi a seconda delle specifiche caratteristiche aziendali.

Sono quattro gli aspetti che l’ISSB ritiene essenziali per il settore dei prodotti per l’edilizia e l’arredamento (come pavimenti, pannelli, mobili, infissi):

  • Gestione dell’energia
  • Qualità e sicurezza dei prodotti
  • Progettazione dei prodotti e gestione del ciclo di vita
  • Gestione della catena di fornitura

Questi elementi si inseriscono in un quadro più generale, valido per tutti i settori in cui sono state categorizzate dell’ente le attività economiche, che comprende le 26 questioni materiali, suddivise in cinque aree tematiche: ambiente, capitale sociale, capitale umano, business model e innovazione, leadership e governance. Successivamente, l’organismo internazionale entra più nel dettaglio considerando indicatori specifici come le emissioni GHG, la qualità dell’aria, i diritti umani, i livelli di diversity & inclusion tra i dipendenti, la gestione delle catene di fornitura e la gestione dei rischi.

Gestione dell’energia nel settore manifatturiero

Il settore dei prodotti per l’edilizia e l’arredamento crea valore attraverso processi produttivi ad alta intensità energetica. L’elettricità utilizzata è per la maggior parte acquistata da terzi e per la maggior parte prodotta da combustibili fossili. Un elemento che espone le aziende del settore alle fluttuazioni del costo dell’elettricità della rete convenzionale, legate alla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili. Anche l’evoluzione delle normative per contenere il cambiamento climatico e i nuovi incentivi per l’efficienza energetica e l’energia rinnovabile, tra gli altri fattori, potrebbero rendere più competitivi i prezzi delle fonti energetiche alternative. Pertanto, le decisioni relative all’approvvigionamento e al tipo di energia, nonché l’uso di energia alternativa, possono rappresentare fattori di rischio da tenere sotto osservazione per gli operatori del settore anche perché il comparto edilizia e arredamento opera con margini di profitto relativamente ristretti. In sintesi, la riduzione del consumo energetico può avere un’influenza significativa sulla performance finanziaria. “È probabile che il modo in cui un’impresa gestisce l’efficienza energetica, la sua dipendenza da diversi tipi di energia e i rischi di sostenibilità associati e l’accesso a fonti energetiche alternative incidano sulla performance finanziaria”, scrive l’ISSB.

Sotto questo profilo, le metriche che l’impresa deve considerare riguardano:

  • Energia totale consumata
  • Percentuale di elettricità della rete 
  • Percentuale di fonti rinnovabili

Qualità e sicurezza dei prodotti: gestione delle sostanze chimiche nei prodotti

I prodotti del settore dell’edilizia e dell’arredamento possono contenere sostanze nocive per la salute umana, compresi composti organici volatili (COV) e potenziali tossine riproduttive, agenti cancerogeni e interferenti endocrini. Anche se è probabile che il contenuto di queste sostanze sia esiguo o nullo, la loro presenza potrebbe esporre le aziende a rischi normativi e reputazionali potenzialmente significativi associati all’uso di sostanze problematiche. Eventuali danni reputazionali potrebbero tradursi anche in perdite economiche, perché potrebbero avere effetti diretti sulla domanda dei prodotti considerati dannosi. Spinte da tutte queste ragioni, le aziende del settore si sono impegnate volontariamente per eliminare tali sostanze chimiche potenzialmente dannose dai prodotti e per utilizzare materiali alternativi. Inoltre, l’adozione di standard di certificazione degli edifici, come il sistema di classificazione degli immobili Leadership in Energy and Environmental Design (LEED), ha stimolato la domanda di prodotti con un ridotto contenuto chimico nocivo. 

Le metriche da considerare in questo caso sono:

  • Discussione dei processi per valutare e gestire i rischi o i pericoli associati alle sostanze chimiche presenti nei prodotti
  • Percentuale di prodotti idonei che soddisfano gli standard sulle emissioni e sui contenuti di composti organici volatili (COV)

Progettazione del prodotto e gestione del ciclo di vita: impatti ambientali del ciclo di vita del prodotto

Il settore dell’edilizia e dell’arredamento può comportare impatti ambientali significativi lungo l’intera catena del valore, dall’approvvigionamento delle materie prime alla fine del ciclo di vita. Consumatori ed enti normativi sono sempre più attenti a utilizzare prodotti meno impattanti e, così, hanno favorito il diffondersi dei cosiddetti “materiali da costruzione verdi”. Questo processo ha anche portato sempre più aziende del settore a dotarsi di certificazioni su specifiche caratteristiche di sostenibilità di determinati prodotti. 

Sotto questo profilo, le metriche da considerare secondo l’ISSB sono:

  • Descrizione degli sforzi per gestire gli impatti del ciclo di vita del prodotto e soddisfare la domanda di prodotti sostenibili
  • Peso del materiale a fine vita recuperato e percentuale di materiale recuperato riciclato

Gestione della filiera del legno

L’industria dei prodotti per l’edilizia e l’arredamento utilizza grandi quantità di legno proveniente dalle foreste di tutto il mondo. La produzione e la raccolta di legname non sostenibili possono comportare impatti ambientali e sociali negativi, tra cui la perdita di biodiversità e danni ai mezzi di sussistenza delle comunità dipendenti dalle foreste. Le imprese, sottolinea l’ISSB, possono procurarsi legname da aree suscettibili di pratiche forestali non sostenibili, senza però esserne al corrente. Eventuali segnalazioni di pratiche di disboscamento illegale, inquinamento ambientale o impatti negativi sulle comunità, potrebbero comportare ripercussioni sulla reputazione in grado di danneggiare il valore del marchio di un’impresa, diminuendo la domanda dei suoi prodotti. Inoltre, le normative che vietano l’importazione di legno prodotto illegalmente possono comportare vincoli di fornitura, sanzioni e ulteriori danni al valore del brand. Per mitigare questi rischi, le aziende stanno adottando sempre più certificazioni di terze parti che verificano che il legno venga coltivato e raccolto in modo sostenibile. 

Le metriche utilizzate in questo caso sono:

  • Peso totale dei materiali in fibra di legno acquistati
  • Percentuale proveniente da terreni forestali certificati da terzi 
  • Percentuale secondo standard 
  • Percentuale certificata secondo altri standard di fibra di legno